Francesco Ghirelli, oltre ad esprimere un suo pensiero sul Bari, ha parlato ai nostri microfoni del momento storico particolare che sta affrontando la Lega Pro, entrando nel dettaglio di alcune questioni delicate come quella dell’intervento da parte del Governo. Questo il pensiero di Ghirelli: “Lo scorso anno, verso marzo-aprile, il Governo chiese a tutte le istituzioni calcistiche di quotare il danno: all’epoca siamo stati gli unici che hanno quotato anche il danno relativo al campionato 20/21, anzi sottolineando che il danno rispetto al 19/20 fosse maggiore. Abbiamo valutato che il danno per noi fosse di 80 milioni ed era una cifra conservativa, non facendo come coloro che rilanciano soprattutto in una situazione di grave sofferenza. A ciò si deve aggiungere che in questo momento per gli stadi non ci sono possibilità di riapertura, questo comporta una difficoltà dal punto di vista delle sponsorizzazioni serissima; in più c’è l’aggiunta dei costi dei tamponi che crea problemi notevoli alle squadre”.

Ghirelli ha dunque parlato di ciò che servirebbe alla Lega Pro: “Dobbiamo partire dal presupposto che le società potrebbero andare incontro ad un collasso già da dicembre: quest’anno alla voce entrate manca quella relativa agli abbonamenti che da sempre serve ai club italiani per coprire i costi nella prima parte di stagione. Abbiamo necessità che il provvedimento del credito d’imposta, che abbiamo ottenuto insieme al Comitato 4.0, cioè la Lega di Pallavolo maschile e femminile ed il Basket maschile e femminile, si possa attuare sin da subito. Come secondo elemento abbiamo bisogno che dal punto di vista fiscale si rinviino tutte le scadenze per un periodo abbastanza ampio; come terzo elemento abbiamo bisogno di un intervento di liquidità che consenta attraverso il medio credito centrale di poter dare gli stessi aiuti che vengono dati alla piccola-media impresa. Inoltre abbiamo bisogno di un contributo a fondo perduto che possa aiutare le società. Tutto ciò non è una relazione circoscritta allo sport ma il calcio è un’azienda produttiva e sociale: senza calcio perdiamo quel tessuto sociale che rende più stabile il nostro paese e che permette a tanti ragazzi di avvicinarsi allo sport e di allontanarsi dalla strada con tutti i rischi che ne conseguono”.

Sezione: Esclusive / Data: Mer 28 ottobre 2020 alle 20:30
Autore: Alessio D'Errico
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