"Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano" cantava Venditti, e per gli allenatori è un verso sin troppo ricorrente. Lo è sicuramente in questi giorni per Moreno Longo, rimasto vincolato contrattualmente con il Bari e appena tornato alla guida, dopo che la società biancorossa aveva provato, con scarsissimi risultati, ad accendere delle scintille con altri suoi colleghi. Solo le prossime settimane ci diranno se questa "minestra riscaldata" sarà meglio, perlomeno, del digiuno parziale o totale di quest'anno.
Ma se è vero che è importante conoscere il passato per analizzare il presente e immaginare il futuro, dobbiamo constatare che sia innegabile il fatto che nel gruppo guidato da Longo l'anno scorso si fosse rotto qualcosa e si fosse persa completamente identità, ma soprattutto voglia e carattere: valori che il profilo del tecnico piemontese lascia invece trasparire (a differenza purtroppo del suo ultimo predecessore).
Del vecchio Bari di Longo oggi c'è poco o nulla in termini di calciatori: Pucino, Dorval, Maggiore, Pissardo e Vicari (con la permanenza incerta). Tuttavia, è in termini tattici che è tutto ancor più stravolto: Longo si affidava prevalentemente al 3-5-2, modulo che in questa stagione non si è quasi mai visto. La difesa a 3 però è ancora presente, soprattutto nelle ultime uscite con il 3-4-3. La scia di carenza di mordente al contrario non si è mai interrotta: seppur con un barlume delle prime uscite con Caserta, questa squadra non è mai stata unita.
A Bari è molto di più ovviamente il malcontento. Anzi, la situazione è ben peggiore: è arrivata la rassegnazione. Anche i più ottimisti si sono arresi alla realtà del campo, guardando inermi la totale assenza di idee e di amor proprio di questa squadra. Alla fine della stagione passata il clima era invece più di rabbia per la grande occasione dei playoff gettata al vento: situazione che, a guardarla con gli occhi del presente, sembra oro colato. Fatto sta che era stata condivisa pressoché all'unanimità la scelta di voltare pagina esonerando l'attuale tecnico del Bari.
A questo punto sarebbe deleterio, oltre che senza alcun senso (guardando soprattutto la terribile classifica) pensare ad un futuro ennesimo cambio in panchina per il resto di questa stagione. Si continuerà fino alla fine a prescindere dai risultati con il tecnico piemontese che dovrà a tutti i costi farsi perdonare quell'occasione sfumata per riportare la barca nel porto sicuro: l'obiettivo, questa volta, non può sfumare. Anche se si chiama salvezza.
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