A Bolzano si è visto un Bari troppo brutto per essere vero. O forse si è visto il vero Bari, quello che per tutta la stagione non era mai stato in grado di convincere e trovare continuità. E se le due vittorie consecutive potevano aver illuso e creato un po' di entusiasmo, la gara contro il Sudtirol è servita per un brusco ritorno sulla terra: dire che i biancorossi abbiano disputato una pessima prestazione è forse riduttivo, visto che la compagine pugliese quasi non ha mai messo la testa oltre il centrocampo, rimanendo perennemente in balia di un avversario a cui è bastato limitarsi al compitino per portare a casa i tre punti.
"Siamo ancora in fase di studio e di apprendimento", aveva detto Iachini prima della gara, sottolineando come non ci si potessero aspettare enormi passi avanti in pochi giorni. E se il tecnico attendeva risposte dal campo, queste sono arrivate nella maniera più evidente possibile, mostrando chiaramente tutti i limiti di una squadra con poca personalità ed evidenti lacune, tecniche e caratteriali. La formazione biancorossa, del resto, è stata di fatto inesistente dal punto di vista offensivo, facendo una fatica immensa nello sviluppare la manovra.
Puscas ha toccato solo dodici palloni e quasi mai è riuscito a difendere palla, se non in qualche duello aereo. Kallon, dal canto suo, è stato di fatto impalpabile e inesistente, mentre Nasti dopo il suo ingresso ha provato a metterci un po' di grinta senza riuscire a incidere. Addossare la colpa ai singoli per la scarsa produzione offensiva sarebbe ingenuo: i limiti sono stati dell'intera squadra, mai in grado di fare girare il pallone e di trovare un minimo di fraseggio. Il centrocampo è apparso impreciso e poco incisivo, mentre i terzini non hanno mai aiutato nello sviluppo della manovra se non con quel lancio lungo.
Il dato sul possesso del primo tempo (73 a 27 in favore dei tirolesi) è eloquente e mostra in maniera chiara l'atteggiamento avuto dai biancorossi. Del resto, il Bari si è mantenuto quasi sempre dietro la linea del pallone, con quella compattezza più volte chiesta dal tecnico ma con un pizzico di ritardo in alcune uscite. E se è pur vero che nella ripresa la sfera è stata un po' di più nei piedi dei pugliesi, questo non si è trasformato in maggiore pericolosità: la squadra è rimasta impalpabile e non ha prodotto praticamente nulla, andando incontro a una sconfitta meritata.
L'1-0 per il Sudtirol, grazie al rigore realizzato al sessantesimo da Casiraghi, è il risultato più giusto per quanto si è visto in campo, con un Bari discreto in fase di non possesso ma assolutamente inesistente offensivamente. Guardare in avanti può essere un esercizio utile, ma questa volta l'illusione di poter cambiare il corso della stagione è più flebile: dopo l'ennesimo mancato salto di qualità sembra difficile pensare che questa squadra possa essere in grado di svoltare. A Iachini (e al lavoro quotidiano) la possibilità di smentire questa sensazione, condivisa in maniera collettiva dall'intera piazza.
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