Un punto conquistato, misero bottino per un Bari giunto ad Avellino con ben altri programmi. Il 2-2 finale lascia parecchio amaro in bocca agli uomini di Vivarini, colpevoli di aver regalato un tempo ai ragazzi di Capuano. I lupi irpini, in realtà ben lontani dall'essere voraci come il mammifero da cui attingono il soprannome, hanno fatto la loro parte, dando comunque l'impressione di essere squadra abbordabile. Peccato solo che nei primi quarantacinque minuti il Bari non l'abbia compreso a fondo, ed abbia indossato i panni innocui e delicati di Cappuccetto Rosso. Un ripresa disputata con maggiore piglio non è servita a condurre in porto una nave battente bandiera di vittoria.

Primo tempo, Bari predica bene e razzola male. Le intenzioni del Bari erano quelle di disputare una prima frazione di gioco di ben altra caratura. E dire che i biancorossi sono partiti piuttosto bene sfiorando - soprattutto nei primi minuti - la marcatura con Neglia - bravissimo il portiere Tonti nell'occasione - e Costa, anticipato sul più bello dall'estremo difensore irpino. Nel momento di maggiore difficoltà, l'Avellino ha trovato il vantaggio - inaspettato e poi amministrato con estrema tranquillità - con Charpentier, bravissimo a sfruttare uno scivolone di Perrotta, e a trafiggere Frattali - non impeccabile nell'occasione - dopo aver superato Di Cesare in velocità. La reazione del Bari, avvolta da un inatteso timore reverenziale, tarda ad arrivare e così i primi quarantacinque minuti scorrono via senza particolari patemi per gli uomini di Capuano

Secondo tempo, cambia la musica. Diciassette un numero poco fortunato? Non per il Bari che in diciassette minuti della ripresa, ribalta il risultato. Vivarini - per nulla soddisfatto della prestazione dei Galletti, sostituisce un impalpabile Kupisz con un più pimpante Berra. La reazione dei biancorossi si palesa immediatamente, così come istantaneamente giunge il pari siglato da Simeri. Il centravanti - invitato ad un appuntamento a tu per tu con Tonti da un assist al bacio di Neglia - buca la rete irpina e conferisce maggiore sicurezza alla squadra. L'ingresso di Terrani - per uno spento Awua - è il segnale inviato chiaramente da Vivarini ai suoi calciatori. Bravi gli undici in campo a recepirlo tempestivamente. Schiavone pennella un calcio di punizione per Berra - ottimo il suo ingresso - che di destro serve l'accorrente Simeri. Il bomber biancorosso è lesto e letale come un mamba nero e fredda l'incolpevole Tonti per la seconda volta. Acquisito il vantaggio, Vivarini manda in campo Folorunsho e Corsinelli per Schiavone e Costa, nel tentativo di contrastare la maggiore fisicità dell'Avellino, unica arma a disposizione di Eziolino Capuano. Peccato che Illanes - con un tiro cross che sorprende un incredulo Frattali - riesce nell'impresa di scombinare i piani ben orchestrati dall'allenatore biancorosso. Ci sarebbe spazio anche per la beffa finale - immeritata - ma Berra, immolandosi per la causa, evita il peggio. 

Testa a mercoledì. È inutile piangere sul latte versato, il Bari è vivo e pimpante e questo rappresenta un aspetto molto importante. Da domani bisognerà pensare al Catanzaro di Auteri - lui si che è un lupo di categoria - con il solo obiettivo di conquistare l'intera posta in palio. Serviranno maggiore piglio ed una determinazione costante e continua nell'arco dell'intera gara. Il Catanzaro è avversario di ben altro spessore rispetto all'Avellino. Galletto avvisato...

Sezione: Copertina / Data: Dom 20 Ottobre 2019 alle 17:15
Autore: Raffaele Garinella
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