Tutto ebbe inizio sui campetti del suo paese, Viterbo. Trafila giovanile nella squadra della Viterbese e, poi, gran salto nel calcio che conta. Prima il settore giovanile di una delle compagini più blasonate di casa nostra, ovvero l'Inter di Massimo Moratti. Correva l'anno 2005 e, Leonardo Bonucci, fresco ex biancorosso, entrava a far parte delle giovanili del club nerazzurro di Milano. Un'ascesa veloce quella del ragazzo laziale, che già nel 2006 consuma il suo debutto nella massima serie con la maglia del serpente milanese (14 maggio, Cagliari-Inter 2-2).

Nemmeno il tempo di festeggiare l'esordio in serie A e di vincere un Campionato Primavera nel 2007 da protagonista che, il neo difensore centrale della Juventus, valige alla mano, inizia a girovagare per l'Italia in cerca di fortuna. Ad Appiano Gentile c'è qualcuno che, probabilmente, non crede cecamente nelle doti del ragazzo. Dall'estate di quello stesso anno a gennaio 2009 gioca nel Treviso, in serie B. Tante presenze e qualche gol prima di lasciare, a gennaio appunto, il club trevigiano ed accasarsi in quel di Pisa, dove gioca discrete partite senza riuscire, però, a far evitare alla squadra toscana la retrocesisone in Lega Pro.

Leonardo Bonucci, dispiaciuto per la debacle in campionato, torna all'Inter, dove rimane giusto il tempo di un caffè. Viene inserito, infatti, nella trattativa che porta Diego Milito e Thiago Motta dal Genoa a Milano, sponda, ovviamente, nerazzurra. Preziosi, presidente della squadra ligure, acquista per intero il cartellino del promettente difensore. Anche in Liguria, però, il buon Leonardo resta giusto il tempo di una cena, finendo, in comproprietà, al Bari di mister Ventura.

Il tecnico biancorosso crede molto nelle possibilità di Bonucci, schierandolo, tra lo scetticismo generale, subito titolare alla prima contro la sua ex Inter a San Siro. Risultato? Migliore in campo, con la sensazione che Perinetti, allora diesse biancorosso, abbia portato in Puglia un futuro campione. Il campionato che consuma, quello della passata stagione, lo consacra nel calcio che conta. Prestazioni deliziose, in coppia anche con l'altro baby fenomeno Ranocchia, gli vagono titoloni sui giornali e una telefonata, la più emozionante, sicuramente, della sua breve ma già intensa carriera: quella del Ct della Nazionale italiana, Marcello Lippi. Era il 28 febbraio, gli Azzurri, in amichevole a Montecarlo contro il Camerun, stavano preparando il Mondiale in Sudafrica. Una convocazione, quindi, di assoluta importanza. L'allenatore degl'azzurri, infatti, sta definendo, grazie anche a quell'amichevole, quello che sarà il gruppone ai Mondiali sudafricani. per Leonardo la possibilità concreta di realizzare un sogno fatto sin da bambino, ovvero quello di disputare il torneo più importante del Mondo. Detto fatto. Bonucci, schierato titolare da Lippi nel Principato di Monaco, sfodera una prestazione super, dimostrando di non provare disagio alcuno con l'azzurro sul petto. L'ex tecnico della Juventus, a questo punto, non può far altro che portare il ragazzo di Viterbo in Suafrica. Terminato il campionato, Bonucci si aggrega alla spedizione del fantastici 23 che si giocheranno, poi malamente, il Mondiale 2010 di calcio.

Sappiamo com'è finita quella spedizione. Più morti che vivi, più danni che vittorie. La squadra azzurra si arrende subito non riuscendo ad andare oltre il suo girone di qualificazione. Bonucci non ha mai giocato durante la manifestazione intercontinentale, ma ha comunque fatto parte del gruppone.

Tornato a casa, è il procuratore che lo aspetta ansioso. Alla porta, il dg della Juventus, Beppe Marotta, innamorato del giocatore e deciso a portarlo a Torino. Allora, Bari e Genoa, proprietarie del cartellino, veloci a risolvere la compartecipazione.

In una trattativa fatta di scambi e denari, Bonucci finisce dritto-dritto tra le braccia di Del Neri che, come Giampiero Ventura prima e Marcello Lippi poi, investe da subito Leo di grande responsabilità, affidandogli le chiavi della difesa bianconera. Bunucci non ha paura delle responsabilità. Si ambienta subito in quel di Torino, disputando un buonissimo precampionato estivo. Poi, il gol di ieri sera durante il match di preliminari di Europa-League contro lo Stum Graz, che lo fa entrare di diritto, con ogni probabilità, definitivamente nei cuori dei supporter della Vecchia Signora, felici e contenti di poter godere della forza e della maestria di quel ragazzo venuto da Viterbo, sbarbatello, e divenuto uomo, campione vero.

Il nuovo Nesta? Chissà. Per adesso la sua strada è ancora tanto lunga, tanto dura e tutta in salita, ma siamo certi che l'ex biancorosso raggiungerà livelli eccellenti in men che non si dica. 

In bocca al lupo Leonardo.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 20 agosto 2010 alle 15:22
Autore: Andrea Dipalo
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