Durante l’intervista rilasciata alla nostra redazione, l’ex difensore Palmiro Di Dio ha analizzato le problematiche sorte nel mondo del calcio a seguito del riacutizzarsi dell’emergenza sanitaria nel nostro paese: “In questa pandemia c’è un‘altissima dose di deconcentrazione nel calcio. Senza tifosi non ci sono stimoli. Si sente la loro mancanza sugli spalti, soprattutto nelle piazze più calde come Bari o Terni. Io quando ero calciatore adoravo il casino, lo stadio gremito. I supporter in certi casi sono davvero il dodicesimo uomo in campo. Il tifo è una grande fonte di concentrazione per il calciatore, il quale sa che l’errore non viene perdonato facilmente. Il silenzio nel calcio certe volte diventa assordante. Quest’anno infatti sto vedendo in tutte le categorie errori davvero grossolani”. 

Sul possibile stop della Serie C“Sospendere il campionato significherebbe zero soldi e stipendi ritardati. Oggi come oggi giocare nelle leghe minori non è più come una volta. Stoppare tutto sarebbe sportivamente la situazione migliore perché un calcio in questa modo non è vero calcio. Questo sport così per me non ha senso, senza tifosi il calcio è come una scuola senza professori. Il giudizio dei tifosi fa la differenza, senza di loro i calciatori perdono uno stimolo importante, una tifoseria che ti acclama ti fa volare. Zero tifoseria vuol dire zero emozioni. Il calciatore si sacrifica anche per il bene del tifoso, a chi è in campo fanno piacere i cori dei supporter. In questa situazione è avvantaggiato chi è senza carattere”.

Sezione: Esclusive / Data: Gio 26 novembre 2020 alle 07:00
Autore: Andrea Papaccio
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