Quale sarà il futuro dei campionati? Difficile ad oggi dare una risposta, ma una quasi certezza è che prima di giugno non si tornerà sui campi di calcio d'Italia. Tra il Bari e la Serie B dunque si è messo di mezzo un virus molto fastidioso, difficile da debellare del tutto e che pregiudicherà inevitabilmente la stagione calcistica 2019/20. Data da cerchiare in rosso sul calendario è quella del 3 aprile, quando i 60 club di Serie C si riuniranno in conference call insieme al presidente della Lega Pro Ghirelli per capire cosa fare di questo campionato. Tante opzioni sul tavolo, in ciascuna delle quali il club biancorosso è parte interessata per non vedere sfumata la agognata cadetteria.

La prima strada è quella di proseguire regolarmente la stagione calcistica appena la situazione migliorerà. Uno studio ha mostrato come verso metà maggio si dovrebbe avere l'azzeramento dei casi di Coronavirus in Italia, per cui se così fosse, verso la fine del quinto mese potrebbero riprendere gli allenamenti in vista dei due mesi successivi di fuoco (e non per le temperature). Rivedere il format dei play-off o mantenere quello originario è un altro dilemma. Il Bari, attualmente secondo in classifica, avrebbe un enorme vantaggio nel caso in cui mantenesse la posizione, ed ecco perché spinge per la ripresa del campionato, volendosi giocare tutte le chance di promozione nella fase post season o eventualmente recuperando la capolista.

La seconda strada invece è quella di annullare la stagione ed eventualmente stabilire le promozioni a tavolino. Sono di ieri le parole dell'ad del Catania Lo Monaco che, parlando con un generale plurale, ha detto che i club di Serie C chiederanno questa soluzione nella riunione del 3 aprile. La questione è sicuramente più economica che sportiva, in quanto i proventi del tutto assenti di questi mesi porterebbero la maggior parte dei club ad una catastrofe. Ecco allora perché squadre come il Catania, che non hanno più nessuna ambizione, preferiscono chiudere baracca e burattini e vedersi restituite le fideiussioni. Un pensiero che ovviamente va in contrasto con la volontà di club come il Bari, che hanno ancora tutto da giocarsi sul campo.

Se passasse questa linea però, i De Laurentiis metterebbero in gioco tutte le carte necessarie per far rispettare i propri diritti e lo status di migliore seconda. Un'idea che coinvolge anche Serie A e Serie B è quella di bloccare le retrocessioni e promuovere prime e seconde. Così facendo in cadetteria salirebbero le tre capoliste ed almeno una tra le seconde. Al momento il Bari è la migliore con 60 punti, ma favorita dall'aver giocato tre turni in più rispetto agli altri gironi. C'è chi invoca la media punti, ma appare requisito limitato perché dipendente dal calendario delle squadre interessate e dal momento in cui ci si è fermati.

Un'altra ipotesi è vedere la classifica quattro turni fa (perché il Carpi, terzo nel Girone B, ha un ulteriore turno in meno rispetto alla Reggiana seconda). In questo caso Bari e Reggiana sarebbero le migliori seconde con 54 punti, e quindi produrrebbero ancora un nulla di fatto.

Ecco perché un'altra soluzione, soprattutto per evitare strascichi in tribunale e contenziosi, sarebbe quella di promuovere tutte le tre seconde ed eventualmente il Carpi. In tal caso si avrebbe una Serie B a 24 o 25 squadre. Un'opzione che al momento non è esteticamente il massimo, ma che metterebbe d'accordo la maggior parte dei club e, forse, sarebbe la più equa possibile.

Sezione: Focus / Data: Mar 31 marzo 2020 alle 16:00
Autore: Claudio Mele
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