Tra le avversarie del Bari nella prossima Serie B ci sarà il Benevento, reduce da campionato concluso alla settima posizione. Le streghe, al contrario delle più rosee aspettative, non hanno brillato. Una squadra costruita per tornare subito in A ma che, dopo un buon avvio, ha alternato momenti estremamente positivi a quelli negativi. C’è poi il rammarico dell’eliminazione ai playoff, pur dimostrandosi alla pari del Pisa, 1-1 il parziale nel doppio confronto ma fuori per via del peggior piazzamento (causato dal crollo delle ultime 3 giornate, sempre ko).

A giugno il presidente Vigorito aveva addirittura dichiarato il proprio disimpegno, per poi tornare su i suoi passi e garantire l’iscrizione al campionato. Di conseguenza è arrivato un ridimensionamento degli obiettivi, la promozione passa da obiettivo a sogno, però rimane la consapevolezza di una base estremamente valida ed in grado di poter puntare in alto. In tal senso la conferma di mister Caserta è un segnale positivo, che allena dal 2017 ma ha già l'etichetta di vincente, grazie alle due vittorie di campionati di C con Juve Stabia (Polito ds) e Perugia.

Tra i pali c’è stato l’importante riscatto di Paleari, protagonista di ottime stagioni in B, mentre la linea difensiva può contar sull’affidabilità di capitan Letizia. Al centro c’è un piccolo rebus, perso Vogliacco (tornato al Genoa), non è così certa la permanenza dei due big, Barba e Glik, che comunque sarà indisponibile per diverse partite a causa dell’impegno al Mondiale della sua Polonia. A centrocampo non c’è più Calò mentre Ionita può essere sacrificato (proposta del Paok). Fiducia totale in Acampora, reduce dalla miglior stagione in termini di assist (11).

Davanti la cessione di Moncini alla Spal non va ad intaccare un reparto ricco e folto, che non a caso, è stato il migliore della categoria lo scorso anno. Riscattato il centravanti Forte, il miglior acquisto della scorsa sessione invernale, rimangono gente del calibro di Insigne, Improta e Farias, tutti profili ideali per completare il tridente (4-3-3). Occhio poi a Tello, nato mezzala ma ormai trasformato da Caserta in esterno d’attacco (7 gol nel 21/22, mai così bene). Il grande dubbio è legato a Lapadula, protagonista di un autentico caso nella passata stagione (poi rientrato a fatica). Il nazionale peruviano è arrivato solo da pochi giorni in ritiro, causa Covid, ma la sua posizione resta in bilico. Serve però un’offerta importante che, ad oggi, non è arrivata.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 18 luglio 2022 alle 23:00
Autore: Gianmaria De Candia
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