Per risalire alla prima promozione del Bari in Serie A bisogna tornare indietro nel tempo di parecchi decenni, sino ad arrivare agli albori degli anni Trenta. In particolar modo alla stagione 1930-1931, quando il presidente dell'Unione Calcio Bari Alfredo Atti andò ad affidare ad un tecnico ungherese la guida della squadra di punta della città, che allora militava in cadetteria.

Il legame fra il calcio barese e l'Ungheria è stato un legame solido, che ha caratterizzato i primi cinquant'anni della storia della squadra: sono stati diversi, infatti, gli allenatori ed i giocatori provenienti dal paese dell'est che si legarono a quello che sarebbe diventato il capoluogo pugliese. Fra questi anche Jason Hajdu, che fu appunto protagonista della cavalcata del 1930-1931.

Il tecnico fece il debutto in panchina nella gara casalinga vinta contro la Lucchese, per poi collezionare un bottino di diciotto vittorie, dieci pareggi e sei sconfitte, segnando cinquantasette gol e subendone trentatre. Fra i successi, anche quelli ottenuti nelle due partite giocate contro il Lecce, superato in entrambe le occasioni per 1-0. 

Il Bari di Hajdu chiuse il campionato in seconda posizione, a pari merito con la Fiorentina: un risultato che permise alla formazione di ottenere la promozione in Serie A, per la prima volta da quando è stata introdotta la formula a girone unico. L'allenatore non fu però confermato per il torneo successivo, 

Sezione: Amarcord / Data: Mer 16 dicembre 2020 alle 21:30
Autore: Raffaele Digirolamo
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