A molti tifosi del Bari il nome di Mauro Gabriel Airez non dirà assolutamente nulla. E la ragione sta nel fatto che l’attaccante argentino classe 1968, di fatto, non esordì mai con la maglia biancorossa. Acquistato nell’estate del 1991, il talentuoso sudamericano costò alle casse del club allora dei Matarrese ben 700 milioni di lire, prelevato dall’Independiente, con trascorsi in patria nel Gimnasia la Plata e nell’Argentinos Juniors, e dato in prestito quella stessa estate ai portoghesi del Belenenses.
Che l’attaccante non fosse poi così male lo dimostra il fatto di aver fatto parte, nel 1988, della nazionale olimpica argentina in Corea del Sud, e di aver successivamente anche esordito nella rappresentativa maggiore, allora allenata da Carlos Bilardo. L’investimento dei biancorossi, insomma, non fu del tutto sconsiderato, e favorito dal fatto che il procuratore del calciatore fosse lo stesso di un altro argentino che viene ricordato a queste latitudini, quel Nestor Lorenzo arrivato qualche anno prima insieme a Joao Paulo e Gerson.
In Portogallo, Airez fece un buon campionato, contribuendo alla promozione dei suoi in Prima divisione, la massima serie del luogo. Il Bari, invece, nell’anno che viene universalmente ricordato per gli arrivi di Platt, Boban e Jarni, retrocesse inopinatamente in B. Ed Airez proseguì il suo cammino in maglia Belenenses, riuscendo a centrare, da neopromosso, un ottimo settimo posto.
Il rendimento della punta convinse il suo club ad investire su di lui, strappandolo definitivamente ai galletti nell’estate del 1993 con un assegno da 900 milioni di lire. Dopo un altro paio di agevoli salvezze con questi colori, nel 1995 arrivò la chiamata del Benfica, che terminò il successivo campionato in seconda posizione, dietro al Porto, sollevando al cielo la Coppa del Portogallo.
Nella finale del trofeo, terminata 3-1 per i suoi contro lo Sporting Lisbona il 18 maggio 1996, ad aprire le marcature fu proprio Mauro Airez dopo soli 9 minuti di gioco. In quella squadra, allenata da Mario Wilson, anche lo storico portiere belga Preud’homme, il difensore Dimas, passato anche dalla Juve, ed il capitano Joao Pinto, autore di una doppietta in quella partita.
L’anno seguente, Airez si tolse la soddisfazione di giocare la Coppa delle Coppe, con l’avventura della sua compagine fermata ai quarti di finale dalla Fiorentina, e di sfiorare di nuovo la vittoria del trofeo nazionale locale, perso in finale contro il Boavista, terminando invece al terzo posto il campionato. La sua avventura al Benfica terminò qui, con il passaggio, nell’estate del 1997 all’Estrela Amadora, che finì settima in graduatoria in A, ed infine all’Estoril Praia, in B, con un’inaspettata retrocessione in terza serie.
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