Senza voler disturbare Fantozzi, da alcuni anni si e’ molto abusato del sostantivo “corazzata” per definire la qualita’ e la potenza del Bari, cosi’ descritta non solo dalla stampa specializzata, ma anche da tutti gli addetti ai lavori di volta in volta intervistati nel merito di un giudizio tecnico. Lo era ai tempi di Paparesta, lo e’ stato pure a quelli di Giancaspro, e l’espressione continua a proporsi sistematicamente.

Ora, almeno per quanto visto sin qui, piu’ che di una corazzata stiamo parlando al massimo di un incrociatore, per non umiliarci vedendoci una nave appoggio: squadra lenta, compassata, priva di idee, schemi, movimenti senza palla e, soprattutto, di quello che Sacchi amava descrivere come un credo collettivo di bel gioco, pure a discapito del risultato. Secondo la sua religione, giocare bene portava prima o poi inevitabilmente a vincere, certo avendo elementi in grado di esprimere il buon gioco, e di questo sulla carta il Bari, almeno per la categoria, ne e’ dotato.

E’ presto per giudizi trancianti? Speriamo di sì, aspettiamo che si esaurisca il calcio di Agosto, pieno di propositi, proclami ed esperimenti. Ma Bari non vuole una corazzata, Bari merita una portaerei.

Sergio Calabrese

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Sezione: Lettera del Tifoso / Data: Lun 19 Agosto 2019 alle 23:00
Autore: Redazione TuttoBari
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