La trentaquattresima giornata di Serie A si apre al sabato con ben due anticipi alle 18.00: pareggio quasi scontato all'Atleti azzurri d'Italia tra Atalanta e Bologna, due squadre che proseguono a braccetto dall'inizio del campionato e che conquistano un punto per parte in ottica salvezza (ormai ridotta a pura formalità per i soli bergamaschi). La squadra di Colantuono passa in vantaggio con Giorgi nella ripresa ma viene raggiunta quasi subito da Gilardino, bravo ad infilare Consigli, dopo un rimpallo vinto con Lucchini. Non si ferma l'Udinese che miete un'altra vittima in trasferta, confermando l'ascesa continua delle sue prestazioni. A Trieste, pur giocando in casa il Cagliari, sono presenti più tifosi bianconeri per l'ovvia vicinanza geografica, ed i friulani non deludono: Pereyra prima colpisce una traversa, poi trafigge Agazzi dal limite dell'area. E' il colpo da tre punti che lancia Guidolin nella corsa all'Europa, sempre più avvincente, mentre per i sardi un netto passo indietro sul piano della prestazione. In serata il Napoli blinda il secondo posto battendo agevolmente il Pescara, all'Adriatico. Dopo una prima frazione in cui Pelizzoli blinda la porta abruzzese nella ripresa prima Inler, complice una deviazione di Capuano, sblocca, poi Pandev e Dzemaili completano il tris e rinviano la festa scudetto della Juventus. Nella domenica pomeriggio le altre gare, con la lotta salvezza che s'infiamma improvvisamente: il Genoa infatti, espugna nel finale il difficile campo del Chievo grazie a Borriello, specialista in gol pesantissimi e raggiunge quota 32 in classifica, scavalcando il Siena. Partita tiratissima e sbloccata solo dal colpo vincente del bomber napoletano, apparso in crescita rispetto alle ultime opache prestazioni. Pesantissimo anche il successo del Palermo che passa di misura su un'Inter sempre più in caduta libera. I rosanero la sbloccano in apertura con il solito Ilicic (cinque gol in altrettante partite) che sfrutta al meglio un goffo disimpegno dell'ex Silvestre. I nerazzurri si dimostrano poca cosa e ci provano solo dalla distanza con Alvarez, in più perdono Zanetti per cui si sospetta una rottura del tendine d'Achille. Sannino, espulso nel finale, raggiuge il Genoa a quota 32 e continua a sperare nel miracolo salvezza. Grande vittoria della Roma di Andreazzoli che passeggia sul Siena, trascinata da un grandissimo Osvaldo. Il bomber italoargentino realizza una splendida tripletta, e risale la china dopo un periodo buio, mentre ci pensa il solito Lamela, con un gran sinistro al volo a fissare il definitivo 4-0. Roma lanciata in zona Europa, mentre i toscani vedono scappare Palermo e Genoa ed avvicinarsi lo spettro della B. Pareggio e pochissime emozioni al Tardini tra Parma, a secco di gol da quattro partite, e la Lazio di Petkovic che conferma la sua parabola discendente. Solo la ripresa offre qualche emozioni con un gol per parte annullato e l'espulsione di Biava nel convulso finale. Grandissimo colpo esterno per la Fiorentina di Montella che torna da ex applauditissimo a Marassi, contro la tranquilla Sampdoria. Apre le marcature Cuadrado, con un missile dai 35 metri che mette fuori causa Romero, poco dopo raddoppia Ljaijc che si prende la sua personale rivincita contro Delio Rossi, protagonista della vergognosa rissa lo scorso anno a Firenze. Nella ripresa Aquilani firma il tris e Montella sogna la Champions con il sorpasso al Milan, impegnato nel posticipo serale. Va alla Juventus l'attesissimo derby della mole in una partita accesissima ma bloccata contro i cugini del Torino. In un Olimpico vestito a festa poche emozioni, con il solo Pogba sopra le righe con diverse giocate di grande fattura, e squadre che sembrano accontentarsi. Nel finale sale in cattedra il solito Vidal, che fulmina Gillet con un missile dai 25 metri e si conferma cannoniere principe della sua squadra con 15 gol stagionali (9 in campionato). Nel recupero Marchisio si conferma uomo derby e realizza il 2-0 finale che regala alla Juve la quota 80 punti in classifica, con lo scudetto ad un solo punto di distanza. In serata il Milan è chiamato a rispondere alla Fiorentina, operando il controsopparso contro il Catania di Maran. I rossoneri vanno sotto con il gol di Legrottaglie, ex per soli 6 mesi a Milano, ma il solito Flamini rimette in parità il match. Nella ripresa Bergessio spaventa i rossoneri con il gol del 2-1 ma Allegri ha un asso nella manica: Giampaolo Pazzini. L'ex doriano in tre minuti ribalta il risultato con una doppietta che lancia i rossoneri al terzo posto in classifica. Nel finale Balotelli realizza il rigore del 4-2 finale, risultato che scaccia via la paura per Allegri.
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