La storia di Mauro Boerchio, ex calciatore trentunenne, è davvero singolare. Il ragazzo, che in maglia biancorossa ha trascorso due stagioni, tra il 2008 ed il 2011, ha chiuso la sua carriera un anno fa, con un palmares piuttosto ricco. Due campionati ed una Coppa nazionale. Vittorie conseguite in tre nazioni diverse. Un curriculum di tutto rispetto.

Lo scudetto, l’estremo difensore l’ha vinto nelle isole Vanuatu, con i colori dell’Amicale, e poi in India, con il Chennai City. Ed il trofeo equivalente alla nostra Coppa Italia l’ha alzato in Mongolia, nelle file dell’Ulaanbaatar. Senza contare le sue stagioni trascorse alle Maldive, nel Maziya, ed a Malta, nel Gzira.

L’ex estremo difensore, che oggi pianifica un futuro da preparatore dei portieri, contattato dalla nostra redazione, ha ricordato così i suoi trascorsi in Puglia: “Arrivai nel 2008, con Antonio Conte in panchina. È stata un’esperienza grandiosa, per me, che ero un ragazzino. Vincemmo il campionato, e mi trovai fianco a fianco con professionisti di grandissima levatura, allenatore in primis. Sicuramente si trattò di un’annata speciale, una delle più belle della mia carriera.”

Dopo un prestito in Lega Pro, il giocatore tornò in Puglia nel 2010, con i galletti in massima serie, guidati da Gian Piero Ventura: “Eravamo un buon gruppo, battemmo la Juve alla prima giornata, in casa. Le situazioni che si sono succedute in quell’annata sono incommentabili. Non ci aspettavamo quel tracollo, le cause le conosciamo tutti. Il calcio scommesse è una macchia di fango indelebile sul nostro lavoro.”

Boerchio, però, assicura che quell’esperienza negativa non ha influenzato la sua scelta, qualche anno dopo, di andare all’estero: “Ricordo Bari come un momento molto formativo del mio percorso. Ho avuto la possibilità di apprendere da due allenatori fantastici come Conte e Ventura. La mia decisione di andare via dall'Italia è dipesa da altre situazioni, capitate nelle serie minori, che mi hanno convinto fosse il momento di cambiare aria.”

Sezione: Amarcord / Data: Mar 29 dicembre 2020 alle 21:30
Autore: Giovanni Gaudenzi
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