Che il Bari sia la squadra del campionato dal maggiore tasso tecnico è fuori discussione. Occorre però dimostrare sul campo che si è più forti dell'avversario. Più volte dalle nostre pagine abbiamo lamentato un approccio non proprio felice dei galletti alle partite: Antenucci e compagni talvolta scendono in campo quasi svogliati, senza mordente e sono costretti a svegliarsi solo quando arriva uno schiaffo dall'avversario. A volte si riesce a recuperare lo svantaggio, vedasi la gara col Catania, altre volte questo non è avvenuto, come nel caso del derby col Foggia o contro il Teramo.

Appare, dunque, imprescindibile scendere in campo fin dal primo minuto col cosiddetto coltello tra i denti. La batosta dello Zaccheria è stata fin troppo pesante. Non tanto in termini di risultato, poiché il Foggia ha segnato nell'unico tiro in porta concesso dai biancorossi, ma quanto dal punto di vista dell'atteggiamento. Il furore e la grinta che i tifosi avevano invocato per i propri beniamini sono mancati. E così negli ultimi giorni è salita la depressione, che a Bari si è oramai abituati a vedere nei momenti difficili che nell'arco di una stagione capitano.

Quali le cause di queste false partenze? Alcuni hanno parlato di troppa presunzione, altri di calciatori ancora non adattati alla categoria. La verità, forse, la sa solo Auteri e occorrerà svoltare già da domenica contro un avversario che non verrà a Bari per fare il ruolo della vittima sacrificale. Lo stesso tecnico biancorosso ha parlato di sconfitta salutare, che potrà essere un boomerang per risollevare le ambizioni della squadra. Nella storia del calcio è più volte capitato che da batoste clamorose arrivasse un pronto riscatto verso l'obiettivo prefissato ad inizio anno. Del resto la Ternana capolista è a quattro punti di distanza, ma con una partita in più.

Il vero fattore da recuperare è quindi il supporto della tifoseria. Seppur ancora fiduciosa nella squadra, ad oggi serpeggia delusione. Ai galletti il compito di tornare a vincere e riconquistare il proprio pubblico. Perché in un momento di estrema difficoltà fuori dal campo, il filo magico che lega il tifoso alla sua squadra di calcio non dovrebbe mai spezzarsi.

Sezione: Focus / Data: Mer 04 novembre 2020 alle 21:00
Autore: Claudio Mele
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