Bari, la paura degli ultimi 30 metri

Preoccupa l'involuzione dei pugliesi: gli attaccanti si scoprono senza gol e senza idee
12.09.2011 08:30 di Renato Chieppa  articolo letto 796 volte
Fonte: Leggo Bari
Forestieri, anche a Padova oggetto "misterioso"
© foto di Giacomo Morini
Forestieri, anche a Padova oggetto "misterioso"

Non c’è ancora traccia del Bari di Torrente. La seconda sconfitta consecutiva in campionato ha evidenziato ulteriormente i limiti di una squadra ancora tutta da registrare. A Padova la formazione biancorossa ha regalato un tempo, giocato sotto ritmo e senza idee. Meglio nella ripresa, almeno sul piano del carattere e della determinazione, ma con il solito problema del goal. Il Bari, pur giocando un secondo tempo per lunghi tratti nella metà campo avversaria, non ha mai dato l’impressione di poter segnare (seconda gara su quattro senza reti). Facile rimpiangere il bomber mai arrivato in estate, ma è lecito aspettarsi di più anche dai vari Marotta, Caputo e Forestieri. L’attaccante napoletano anche a Padova ha dimostrato di non avere il classico fiuto del goal. Impegno, corsa, ma anche tanta fatica a duettare con il compagno d’attacco De Paula. Ma il problema non riguarda solo le qualità dei singoli attaccanti, spesso anche mal serviti. Il Bari si perde soprattutto negli ultimi trenta metri, dove emerge l’assenza di qualità, del giocatore capace di spaccare in due la partita. Giocate illuminanti che dovrebbe fornire Forestieri, ma l’italoargentino continua ad esser un oggetto misterioso. Mai uno spunto, mai un’invenzione, ma qui potrebbe entrare in ballo anche la sua posizione in campo, troppo defilata e lontana dalla porta. Il 4-3-3 di Torrente stenta a decollare, non si vede ancora il giusto fraseggio, una manovra corale, ma spesso ci si affida all’improvvisazione ed a lanci lunghi. Ovvio però che bisognerà concedere tempo a Torrente, costretto a lavorare sino all’ultimo giorno di mercato con una rosa in continua evoluzione. C’è da approndire la conoscenza ma anche recuperare fisicamente alcuni giocatori. Su tutti Bogliacino,uno dei pochi a poter garantire fantasia e imprevedibilità alla manovra (ma non sulla fascia come accaduto a Padova).

«Nessun dramma – le parole di Borghese -. Anche lo scorso anno, quando giocavo col Gubbio, la nostra non fu una partenza brillante, ma poi venimmo fuori alla grande. Questo è un gruppo che ha qualità, il tempo rimetterà a posto le cose». A patto di reagire in fretta, a partire dalla prossima sfida al San Nicola con la Nocerina.