Dal Bari ai vertici del calcio italiano: la storia di Raffaele Costantino

05.03.2019 22:00 di Raffaele Digirolamo  articolo letto 6842 volte
Dal Bari ai vertici del calcio italiano: la storia di Raffaele Costantino

Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali, convocati in nazionale da Roberto Mancini senza aver ancora debuttato in Serie A, non rappresentano un unicum nella storia del Belpaese, giacché sono diversi i giocatori che hanno avuto il privilegio di poter rappresentare l'azzurro senza aver debuttato in massima serie. Il primo fu un calciatore che ha legato gran parte della sua vita ai colori biancorossi, Raffaele Costantino.

La prima esperienza con il Bari è da calciatore, nel periodo che intercorre fra le due guerre mondiali: un mondo diverso, già pieno di intrighi politici ma privo degli enormi circoli di denaro attuali. Soprattutto nel Sud Italia si giocava spesso in luoghi improvvisati, nell'attesa dei primi stadi che proprio in quegli anni videro la luce. Costantino iniziò la sua carriera nel Liberty Club, allora compagine decisamente affermata nel panorama calcistico barese ed acerrima rivale del Fc Bari. Il regime fascista, però, spinse per l'unificazione delle due compagini, ed il giocatore si trovò a vestire la maglia della nuova società, con il quale disputò due stagioni.

Chiusa la sua esperienza pugliese, Costantino passò alla Roma, con la quale disputò cinque campionati ai vertici del calcio italiano: il richiamo della terra d'origine, però, si fece ben presto sentire. Lo storico Gianni Antonucci racconta che il giocatore si impuntò per tornare a vestire la casacca barese, vincendo le resistenze della formazione giallorossa, che non voleva privarsi del suo talento.

Terminata l'esperienza da calciatore, le strade del Bari e di Costantino tornarono ad incrociarsi dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando l'ormai ex attaccante sedette più volte sulla panchina del rinato galletto, che guidò per otto stagioni non consecutive nel periodo fra il 1939 ed il 1951. La sua esperienza da tecnico si consumò esclusivamente in Puglia, dove allenò anche Lecce, Taranto e Foggia, prima di lasciare definitivamente la panchina nel 1955.