La storia del calcio è costellata di momenti storici in cui si crea un particolare legame fra un club ed i calciatori provenienti da una particolare nazione: c'è stato il Milan degli olandesi e l'Inter che ha fatto la sua fortuna con gli argentini, e di esempi del genere ve ne sono diversi. Non fa eccezione neanche il Bari, che visse il momento della rinascita dopo la Seconda Guerra Mondiale guidato da una massiccia componente di calciatori ed allenatori ungheresi.

In tanti si alternarono alla guida di un Bari che cercava di lasciarsi alle spalle il difficile periodo della guerra fra alterne fortune sportive: fra questi György Sárosi, tecnico giunto sulla panchina pugliese a metà della stagione 1948-1949. Da calciatore era stato vice-campione del mondo nella rassegna francese disputata nel 1938, nel quale la sua Ungheria fu sconfitta in finale dall'Italia di Vittorio Pozzo.

Nella prima stagione fu in grado di salvare la squadra, nella seconda, la 1949.1950, il club guidato dal presidente Annoscia concluse mestamente in penultima posizione, a due lunghezze dalla Roma, che occupava l'ultima posizione utile per restare in Serie A. Nel corso della stagione non mancarono sfide rocambolesche, come il clamoroso 9-1 incassato nella sfida giocata contro il Milan. Un campionato che fu utile a mostrare le difficoltà in cui si trovava la società, che in pochi anni si trovò a scendere sino alla quarta serie. 

Sárosi, invece, lasciò Bari al termine della stagione per proseguire la sua carriera altrove: il suo momento più alto arrivò 1951-1952, quando vinse lo scudetto sulla panchina della Juventus.

Sezione: Amarcord / Data: Mar 01 settembre 2020 alle 11:30
Autore: Raffaele Digirolamo
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