Il più grande cruccio della tifoseria barese è sempre stato quello di non aver mai visto la propria squadra partecipare ai tornei per club dell’Europa che conta, le attuali Champions League ed Europa League. La compagine biancorossa, tuttavia, nella sua storia non è totalmente a digiuno di partite prestigiose, contro avversarie straniere anche di un certo lignaggio.

Una delle prime esperienze in proposito ebbe luogo nel 1960, quando le federazioni calcistiche di Italia e Francia organizzarono la seconda edizione della “Coppa dell’Amicizia italo-francese”. Alla competizione amichevole parteciparono sedici team per nazione, con scontri di andata e ritorno.

Ai galletti capitò di dover affrontare il Valenciennes, allora reduce da un buon campionato in League 1, terminato in ottava posizione. Il Bari, allenato da Capocasale, aveva appena finito la propria stagione, in A, con un buon tredicesimo posto in graduatoria.

Il 12 giugno, la partita oltralpe fu alquanto sfortunata per i pugliesi. La gara terminò 4-2 per i transalpini, e l’incontro fu funestato dal grave infortunio di Buglioni, attaccante diciottenne in forza agli italiani, che in quell’occasione si ruppe il menisco. Una sconfitta comunque onorevole, per i biancorossi, con le reti di De Robertis al 36’ e di Mazzoni al 77’.

Il match di ritorno, il 19 giugno, al “Della Vittoria”, davanti a diecimila spettatori, vide la vittoria per 3-1 dei padroni di casa, che vendicarono così il risultato maturato in terra straniera. In vantaggio con De Robertis al 10’, i galletti raddoppiarono dopo dieci minuti del secondo tempo, con un acuto di Biagio Catalano. A nulla servì il goal ospite, messo a segno da Carrie a mezz’ora dal termine. A chiudere la contesa ci pensò, tre minuti dopo, il goleador dell’epoca Paolo Erba, già autore di 14 segnature nel campionato italiano appena concluso.

Si fosse trattato di una competizione ad eliminazione diretta, con le regole oggi vigenti, Raul Conti e compagni avrebbero proseguito il proprio cammino. Ma il trofeo funzionava diversamente. A vincere, infatti, non era una singola formazione, ma la Lega nazionale che avesse totalizzato un miglior punteggio totale, sommando gli esiti delle singole partite. A trionfare, quell’anno, fu l’Italia, che totalizzò complessivamente 41 punti, a fronte dei 23 della federazione avversa. Un piccolo contributo, a quest’affermazione, venne anche dai ragazzi in biancorosso.      

Sezione: Amarcord / Data: Mer 08 aprile 2020 alle 18:00
Autore: Giovanni Gaudenzi
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