Per Giuseppe Ingrosso, la piazza di Bari è quella che lo ha lanciato nel grande calcio, permettendogli di muovere i primi passi in carriera. L’ex terzino sinistro, prodotto delle giovanili dei galletti, ha collezionato in tutto cinque campionati in prima squadra, tra il 2000 ed il 2008.

In esclusiva alla nostra redazione, ha raccontato i suoi trascorsi baresi: ”Quando approdai nel capoluogo pugliese, avevo solo 14 anni, proveniente dal Casarano. Furono anni molto importanti, in un grande settore giovanile. Fu bellissimo vincere il campionato, contro il Milan, con gol di Carrozzieri, nel 2000. È stata una grande emozione, affrontavamo uno squadrone. Con quella vittoria chiudemmo il grande ciclo della Primavera biancorossa con mister Sciannimanico.”

Lo stesso allenatore che lo fece esordire in A, un anno più tardi: “Debuttai in una gara al S. Nicola, contro la Roma che avrebbe vinto lo scudetto. Fu un sogno, al di là della sconfitta sul campo. Ricordo i trentamila tifosi dei capitolini che affollavano il nostro stadio, quel giorno. Avevo 17 anni, e mi trovai a giocare contro gente come Totti, Batistuta, Cafu. Quella stagione era già compromessa, e retrocedemmo in B.”

Le annate seguenti furono piuttosto complicate: “Ripartimmo dalla cadetteria, con programmi ambiziosi. Dopo poche giornate arrivò Perotti. Ogni settimana era una bella lotta, con i compagni, c’era molta concorrenza in quell’organico. Finimmo sesti, disputando una discreta stagione, pur senza lottare per la promozione. Furono anni difficili, con rose di buona qualità, con giocatori come De Rosa, Neqrouz, D’Agostino, ma la contestazione costante della tifoseria nei confronti dei Matarrese aveva un gran peso sull’ambiente. Io devo tutto a questa famiglia, che mi ha fatto realizzare i desideri professionali che avevo sin da bambino. Credo che presidenti come Vincenzo, amanti della maglia e dei colori, non ce ne siano più. Il valore di un uomo come lui, gli appassionati del Bari lo hanno riconosciuto solo dopo le recenti vicende del club. L’anno seguente, che vide avvicendarsi in panchina Perotti e Tardelli, facemmo un campionato tranquillo, terminando a metà classifica. Qualche soddisfazione in più ce la togliemmo in Coppa Italia, eliminando l’Inter e terminando il nostro percorso nel torneo ai quarti di finale, contro la Lazio.”

Dopo un triennio di prestiti a Cesena, Salernitana e Foggia, Ingrosso tornò alla base nel 2007: “Quando, a Natale, arrivò mister Conte, sostituendo Materazzi, lui mi schierò per un paio di partite a destra, invece che a sinistra. Per questioni personali, scelsi di andar via, accettando l’offerta del Ravenna. A posteriori commisi un errore, perché avrei potuto far parte del progetto di Antonio. Capii subito che sarebbe arrivato ad altissimi livelli. Sin dai primi giorni, dettò delle regole di comportamento che non c’erano, ed era già preparatissimo sul piano tattico.”

Sezione: Amarcord / Data: Mar 09 marzo 2021 alle 17:00
Autore: Giovanni Gaudenzi
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