Quando fai l’allenatore, sei preparato, hai grinta, determinazione e puoi dimostrarlo sul campo allora tutto viene naturale e automatico. Il problema sussiste, invece quando forzatamente questa possibilità non ti viene data e quindi devi stare contro tua volontà ai box. E’ il caso del giovane, ma esperto trainer barese Nicola Biancafiore (nella foto con Arrigo Sacchi) che la scorsa stagione ha vissuto un anno da incubo, con tante promesse e trattative intavolate con molte società tra serie d, eccellenza, promozione e prima categoria che però non hanno mai trovato concretezza con la tanto auspicata fumata bianca.
Il riposo forzato ha fatto riflettere e non poco il quarantunenne trainer che ha avuto nonostante la giovane età la possibilità di allenare già nelle tre principali categorie calcistiche regionali. “Questa stagione vissuta purtroppo da spettatore mi ha fatto capire tante cose, in primis che nel calcio attuale si fanno strada allenatori che portano sponsor alle società o hanno amici presidenti che gli permettono di svolgere in tranquillità e senza pressioni questa bellissima professione. Io purtroppo non ho questa possibilità e non ho amici presidenti che mi possano spianare la strada. Ho sempre creduto che nel mondo del pallone a tutte le latitudini a fare la differenza fossero i meriti ottenuti sul campo, ma devo constatare che attualmente è una teoria assolutamente sbagliata. Se vigesse questa mia convinzione allora dopo il campionato molto positivo che ho fatto due stagioni fa in prima categoria ad Acquaviva, dove sono riuscito ad ottenere una salvezza tranquilla stando per otto settimane di fila in zona playoff pur avendo a disposizione un gruppo giovanissimo e a parte qualche eccezione di qualità non eccelsa, non avrei dovuto avere difficoltà a trovare una panchina lo scorso anno, invece sono stato fermo. Comunque spero sempre che le cose possano cambiare rapidamente. La voglia di ritornare sul campo è altissima, è stato durissimo stare fuori, sebbene ogni domenica mi sia recato sui campi di ogni categoria a seguire partite e calciatori, mi è mancato tantissimo fare quello che amo di più, allenare. Nella stagione 2012/ 2013, voglio assolutamente tornare in panchina. Sono una persona umile e il lavoro sul campo non mi spaventa. Mi piacerebbe dopo l’esperienza avuta qualche anno fa in promozione ripartire da quel torneo, magari con una base di giovani validi su cui lavorare. Speriamo che adesso arrivi il mio momento”.
Con mister Biancofiore abbiamo poi voluto trattare anche l'argomento As Bari, oltre a fare una panoramica sui playoff nazionali di eccellenza che vedono impegnati il Cerignola e su playoff e playout dei due gironi di promozione oltre a quelli di prima categoria girone b: “Onestamente mi aspettavo molto di meglio dal Bari, perché è vero che ha avuto problemi societari la grana calcio scommesse ma alla fine in campo ci vanno i calciatori che sono pagati per dare tutto in campo dalla prima all’ultima giornata. Quando si è sul terreno di gioco i giocatori si devono completamente isolare e pensare a fare più punti possibili per la maglia biancorossa, invece ho notato che i calciatori non hanno avuto la giusta freddezza per dare seguito anche in casa alle nove vittorie ottenute in trasferta, un vero peccato perché in una serie b così qualitativamente mediocre il Bari avrebbe potuto lottare fino alla fine per un piazzamento playoff. In merito al calcio scommesse ritengo che chi ha sbagliato non deve mettere più piede sul terreno di gioco, ma subire la radiazione. Inoltre mi dispiacerebbe tantissimo se venisse accertata la responsabilità dei tre ultras biancorossi nel faldone calcioscomesse, ho sempre ritenuto quella del tifo organizzato la parte più genuina di questo sport e scoprire che magari così non è sarebbe piuttosto traumatico. Mentre dando una occhiata ai massimi campionati regionali che ormai sono giunti ai playoff e playout devo dire che mi fa molto piacere che il Cerignola in eccellenza sia approdato alla fase nazionale dopo una bellissima e vibrante finale regionale vinta con il Corato. Ora i dauni sono attesi dal difficile doppio confronto con la Cavese, squadra di grandissima tradizione, ma ritengo che il club del presidente Dinisi nonostante abbia passato un periodo non facile visti i problemi societari e gli allenamenti non effettuati per diverso tempo abbia concrete ciance di andare avanti in questa competizione. Nel girone a di promozione mi aspettavo il San Severo in finale ed è l’obiettivo minimo per una corazzata costruita per vincere direttamente il campionato. A mio avviso avere a disposizione una ferrari e farla andare non a pieni giri non arrivando al primo posto rappresenta un elemento di grande negatività. Ora la compagine foggiana attende la Polimnia, parte sempre con i favori del pronostico ma deve stare davvero attenta ai ragazzi terribili di mister Mancini capaci in qualsiasi momento di trovare la giocata vincente. Importante in chiave vittoria finale sarà la sfida di andata di domenica prossima a Polignano, se la formazione del presidente Luciano Ancona saprà ottenere un successo, allora il match di ritorno a San Severo sarà aperto ad ogni esito. Nei playoff del girone b finale tutta da seguire tra Manduria e Gallipoli, difficile dire chi la spunterà anche se chi vince la prima partita secondo me ha grossissime possibilità di salire in eccellenza. Nei playout del girone a Minervino e Canosa, non riescono ad amministrare i due gol di vantaggio realizzati all’andata e retrocedono in prima categoria. Devo dire che sono due verdetti che avevo preventivato,visto quello che Cellamare e Nuova Andria sono riuscite a fare nella regular season. Mi dispiace molto per il Minervino, una squadra a cui tengo particolarmente, avendo passato una stagione davvero positiva lì da calciatore. Mentre non mi aspettavo affatto che il Carovigno dovesse arrivare ad avere necessità dell’ultimo minuto dell’ultima partita possibile nel girone b per guadagnarsi la salvezza, comunque merito a loro per il traguardo centrato. Colgo invece l’occasione per porgere i più sinceri complimenti al Crispiano e soprattutto a mister Murianni che pur allenando una squadra giovanissima con ragazzi tutti da plasmare e formare calcisticamente è riuscito se pur tramite gli spareggi a dare un importante salvezza alla sua squadra. Nel girone b di prima categoria invece sono sorpreso di come il Castellaneta, squadra fortissima per salire in promozione si sia dovuto “rifugiare” in due pareggi nella finale con il Noci con il salto di categoria reso possibile soltanto per il miglior piazzamento nella stagione regolare. Comunque complimenti ai tarantini che complessivamente hanno meritato questo traguardo".
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