Mamma mia Bari, che cosa sei. Non ci potrebbe essere reazione diversa di fronte ad una squadra che continua a vincere e stupire, che ha collezionato il secondo successo consecutivo in trasferta e soprattutto ha superato il più quotato Cagliari, fra le grandi favorite per la promozione in Serie A. Non c'è solo il risultato a splendere in un bellissimo pomeriggio sardo, ma anche il modo in cui questo è arrivato. Il Bari ha offerto, infatti, una prestazione solida, ha concesso poco o nulla agli avversari e mostrato una mentalità da grande squadra.
Ma andiamo con ordine. La partita è stata fin da subito molto tattica, con le due formazioni che hanno trascorso i primi minuti a studiarsi e capire come provare a farsi male. Qualche pericolo in più l'hanno creato i padroni di casa, principalmente con palle inattive e conclusioni da fuori, ma senza arrivare ad impensierire veramente un attento Caprile. Dopo un quarto d'ora, il Bari ha tentato di alzare la testa cercando di fare girare di più il pallone, con un ottimo Maiello in regia e due attaccanti che hanno lavorato per aiutare i compagni, ma di occasioni ne sono fioccate poche.
Quando il Cagliari ha provato ad alzare i ritmi e dare velocità alla manovra, è emersa la bravura della fase difensiva biancorossa. Vicari e Di Cesare sono stati praticamente perfetti nell'alzare il muro davanti alla porta di Caprile (che ha dovuto compiere un solo vero intervento sul finale di primo tempo), ma è stata l'intera squadra a muoversi bene, con una pressione attenta effettuata da tutti i calciatori che ha limitato il potenziale dei rossoblu.
Il copione della partita non ha subito variazioni nella ripresa, almeno fino al minuto numero 77, quando Maita ha servito una palla al bacio per Cheddira, che ha proseguito il suo momento magico battendo Radunovic e mandando in delirio i tifosi biancorossi. Da lì in poi il Bari ha abbassato il suo baricentro per difendere il risultato, anche in virtù dell'inferiorità numerica dovuta all'espulsione di Pucino per qualche parola di troppo nei confronti dell'arbitro. Un palo colpito dai padroni di casa nel finale ha fatto tremare i tifosi, che però hanno potuto festeggiare tre punti pesantissimi.
Nel complesso non è stata una partita bella, se con questo si intende il puro dato numerico relativo alla quantità di emozioni prodotte (entrambe le compagini hanno collezionato un solo tiro in porta), ma nonostante questo l'incontro ha confermato le sensazioni positive emerse già a Cosenza: il Bari è solido, pericoloso quando si affaccia in area offensiva, sicuro di sé. Chissà dove potrà arrivare questa squadra che, partita dopo partita, vince, si diverte e continua a stupire, ma forse non è neanche giusto chiederselo: ora serve godersi il momento, trasformare l'entusiasmo in energia positiva per tornare a lavorare con più forza e più impegno. Una cosa è certa: questo Bari fa sognare. Per il resto, chi vivrà vedrà.
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