Come tutti i tifosi più appassionati e onnipresenti, quest’anno come lo scorso anno abbiamo visto la nostra squadra con degli occhi diversi: lottare per riappropriarci delle “Piazze” di nostra competenza.Fortunatamente si è subito capito che la questione societaria era ed è piu che sicura e può farci dormire sonni tranquilli... o forse no? Le linee di pensiero societarie le conosciamo ormai, anche se resta da capire cosa accadrà quando la stessa si troverà davanti alla decisione più importante: quale sarà la soluzione nel caso in cui la nostra squadra arrivasse nella massima categoria? Quali opzioni avrebbe la società per evitare i famigerati “conflitti di interesse”?
Facendo un passo indietro nel tempo, la scorsa estate si è data fiducia ad un tecnico che anche nella categoria inferiore non aveva mai dato grandi dimostrazioni di bel gioco o di schemi innovativi ,o per lo meno funzionali, affidando la squadra a se stessa e alle proprie competenze individuali.
Sempre la scorsa estate si è deciso di ampliare la rosa affidandoci a giocatori di categoria superiori formando una squadra coperta da 2 giocatori importanti per ruolo, ma vuoi per l’inizio di stagione faticosa, o per il gruppo ancora da compattare al cento per cento, non siamo stati la squadra “spacca-campionato” che ci si aspettava; certo. Si sapeva che la “Serie C” è un campionato più che complesso, ma sta di fatto che le aspettative di tutta la tifoseria non sono state rispettate.
Mi chiedo perché non si è data la possibilità a quei giovani che hanno ben figurato la scorsa stagione, anche facendo di necessità virtù ( data la regola degli under in serie D); Giovani come Langella, Piovanello, lo stesso Marfella (che questa stagione l ha passata a guardare le partite dalla panchina ad eccezione di qualche match). Avrei accettato con molta euforia e lungimiranza la situazione attuale di classifica se avessimo confermato quei ragazzi che meritatamente avevano guadagnato una chance di crescere e migliorare con il nostro supporto e i nostri Big come Antenucci o Di Cesare.
Così facendo avremmo avuto dei giovani che ogni stagione avrebbero affrontato categorie più alte, forgiandoli e facendoli diventare professionisti e pronti anche a sfide più complesse, avendo cosi anche un ricambio generazionale per gli anni successivi senza dover riplasmare la rosa ogni anno e magari, perchè no, semplicemente coltivare qualche talento.
Provando ad immaginare uno scenario idilliaco per la prossima stagione (il passaggio in serie B), sicuramente non verrà toccato lo scheletro della rosa (Antenucci, Simeri, Di Cesare, Perrotta etc..) però avrei piacere di trovare qualche volto giovane, su cui affidarci anche quando i sopraelencati si ritireranno, vista la non più giovane età.
D’altro canto ipotizzando l’eventualità di passare un’altra stagione in Serie C, suppongo che molti giocatori (come ad esempio ha già dichiarato Laribi) ahimè cercheranno di trovar spazio in categorie superiori, perciò il dispendio economico della società sarà stato vano.
Certo non possiamo essere scontenti di tutto ciò che il presidente Luigi de Laurentis ha fatto per la piazza,ma il tifoso barese paga ancora ora gli errori delle passate vicissitudini societarie, e non dimentica.
Sempre forza Bari! Saluti.
Antonio Mastroscianni
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